L’instancabile Tom

Tom Hardy è un attore britannico che ho avuto modo di conoscere, cinematograficamente parlando,  vedendolo recitare in Cime tempestose, una produzione televisiva del 2009 targata BBC, in cui è il protagonista di  una tumultuosa e distruttiva passione amorosa.

Con il tempo, ho avuto modo di apprezzare la sua bravura, guardando alcuni film, dove, tranne rari casi, sono rimasta visibilmente entusiasta delle sue performance attoriali.

La sua recitazione è essenziale, credibile, pura forza dirompente, i ruoli che gli sono stati offerti, se li è cuciti addosso come un vestito, sfoggiando di volta in volta, la capacità di distinguersi da uomo bieco e odioso a  solitario autista, da pericoloso criminale a severo ufficiale sovietico  e via discorrendo.

Di seguito, un piccolo campionario di film, tutti visti, che a mio modesto parere, esaltano le brillanti doti di questo astro nascente della cinematografia internazionale.

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  Warrior, regia di Gavin O’Connor (2011)

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 Lawless, regia di John Hillcoat (2012)

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Locke, regia di Steven Knight (2013)

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Child 44 – Il bambino numero 44 (Child 44), regia di Daniel Espinosa (2015)

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Legend, regia di Brian Helgeland (2015)

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Revenant – Redivivo (The Revenant), regia di Alejandro González Iñárritu (2015)

Murnau… il male che viene da lontano

Cupo, fosco, inquietante  sto parlando di “Nosferatu il vampiro”, film diretto nel lontano 1922 da Friedrich Wilhelm Murnau, considerato dagli addetti ai lavori uno dei capisaldi del cinema horror e del cinema espressionista tedesco.

Murnau all’epoca, per portare sullo schermo il romanzo “Dracula” di Bram Stoker, dovette cambiare titolo, nomi dei personaggi e località, ma tutto questo non servì ad evitargli il processo per violazione del diritto di autore, vinta dagli eredi di Stoker e la successiva condanna che gli impose la distruzione di tutte le copie della pellicola, tranne quella salvata miracolosamente dallo stesso regista e giunta sino a noi.

In questo film,  il cineasta tedesco  attraverso un sapiente utilizzo di scenografie, inquadrature ad hoc, contrasti di  luce e ombra, consegna ai posteri una pellicola in cui fotogramma per fotogramma,  rappresenta  un mondo  dominato da ansie e paure, dove a regnare è  l’universo delle creature del male che, con fare  minaccioso,  invade  il mondo dei vivi.

Nosferatu non è mai mostrato nell’atto di toccare le sue vittime, è sempre e solo la sua ombra spettrale, ora quella della  sua figura contorta, ora quella della sua mano artigliata,   ad aggredire i  corpi,  ad attanagliare i cuori,  in un vortice di crescente paura.

Spazi e ambienti sono pregni della presenza demoniaca del non-morto,  solo il sacrificio di Hellen,  nel momento in cui decide di affrontare il male, fronteggiandolo  con audacia   e coraggio,  ristabilirà  l’equilibrio iniziale.

 

L’arte di fare cinema

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Borotalco è il terzo film diretto e interpretato da Carlo Verdone dopo Un sacco bello e Bianco, rosso e Verdone.

Come avrebbe apostrofato il compianto Mario Brega, la pellicola  “E’ ‘n zucchero!” e si avvale della collaborazione di una nutrita schiera di attori, ognuno di loro chiamato a interpretare e  a caratterizzare nel modo di fare e di essere, personaggi unici e bizzarri, con battute singolari passate alla storia del cinema,  rendendo questo film   un  piccolo gioiello della commedia italiana.

Personalmente ho visto “Borotalco” un’infinità di volte e a causa di questa smodata passione ho stilato una classifica delle gag più allegre ed esilaranti, che secondo me, rappresentano al meglio l’intelaiatura del film, sottolineando la capacità di far divertire con disimpegno e  leggerezza.

Mi rivolgo infine a chi abbia l’incoscienza di imbattersi  nella lettura di queste poche righe, chiedendo di votare, confermare  o ribaltare un personale punto di vista.

Assaggia st’olive, so greche

2 Marcello e Sergio balletto

3 Cargo battente bandiera liberiana

4 Pure con le negre 

5 Sergio/Manuel e Nadia al mare

Michael Fassbender: ritratto di un divo

Dal lontano 2001, anno in cui gli si presenta l’allettante offerta di recitare in un ruolo secondario  nel serial HBO-BBC Band of Brothers – Fratelli al fronte, prodotto da Tom Hanks e Steven Spielberg, Michael Fassbender   l’attore tedesco naturalizzato irlandese non si è più fermato.

Un ruolo dopo l’altro,  tutti da protagonista o  co-protagonista con registi di  grosso calibro.

Una filmografia ricca di titoli, con un variegato mix di generi che spaziano  dall’action-movie al dramma, dal western alla fantascienza, rivestendo di volta in volta i panni del supereroe, dell’androide, dello psichiatra o dell’amante appassionato.

Fare un elenco completo  dei film a cui Fassbender ha partecipato sarebbe troppo lungo e dispendioso, mi limito a citarne alcuni, quelli che secondo me hanno caratterizzato la bravura e la versatilità dell’attore.

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Hunger, regia di Steve McQueen (2008)

Scarno, crudo, minimal  Hunger è  la prima grande prova attoriale di Fassbender, che  con la forza di un corpo smunto ed emaciato mette in scena  la vita  di Bobby Sands, leader del movimento dell’IRA, che detenuto nel carcere di Maze, a Long Kesh in Irlanda del Nord, condusse uno sciopero della fame, come forma di protesta contro il duro regime carcerario.

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Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds), regia di Quentin Tarantino (2009)

Convincente nella parte dell’infiltrato Archie Hicox, un tenente inglese membro della squadra dei Bastardi, che agisce con pacata freddezza calandosi nei panni di un impeccabile ufficiale nazista, cercando in questo modo di colpire e destabilizzare i piani del nemico.

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Jane Eyre, regia di Cary Fukunaga (2011)

Perfetto nella parte  del sig. Edward Fairfax Rochester, cupo e scontroso, incline all’irascibilità, poi disponibile alla passione e all’amore. Epico quando  grida a gran voce il nome Jane! Jane! credendo, a torto, di non rivedere mai più la sua giovane amata.

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Shame, regia di Steve McQueen (2011)

In questo film si mette letteralmente a nudo, dando corpo e anima a Brandon Sullivan, un giovane manager schiavo del sesso,  costantemente soggiogato da irrefrenabili  pulsioni sessuali, che nonostante gli sforzi profusi  non riesce a dominare.

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12 anni schiavo (12 Years a Slave), regia di Steve McQueen (2013)

In questa pellicola, si cala nei panni di Edwin Epps  padrone di una piantagione di cotone nel sud della Georgia nonché schiavista disumano ed intollerante, con inaspettati e rari slanci di umanità. Fassbender è bravissimo a sottolineare quanto questo personaggio sia la personificazione vivente del male, in cui violenza e abusi sono alla base di una  personale filosofia di vita, basata sulla supremazia dell’uomo bianco, a cui è permesso il  dominio assoluto e totalitario su ogni cosa.

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Macbeth, regia di Justin Kurzel (2015)

Eccelsa interpretazione dell’attore che comunica con la sola forza dello sguardo le mille sfaccettature  della controversa personalità di Macbeth: da valoroso condottiero a spietato assassino, da arrampicatore assetato di potere a tiranno arrogante e cruento.

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X-Men – Apocalisse (X-Men: Apocalypse), regia di Bryan Singer (2016)

In questo ennesimo appuntamento degli X-MEN, cambia nuovamente registro,  coniuga forza e debolezza, inquietudine e sofferenza, destreggiandosi con la consueta disinvoltura. Come Erik Lehnsherr è  un uomo  triste e addolorato per l’uccisione di moglie e figlia,  poi, come Magneto si trasformerà in spietato vendicatore in cerca di pace e di vendetta.

… non solo parole

 

Imagine è uno dei brani piu belli e profondi della storia della musica rock, il più celebre tra quelli scritti da John Lennon durante la sua carriera da solista dopo lo scioglimento dei Beatles.

Imagine  è l’inno pacifista per antonomasia, è un testo composto per riflettere e pensare, è un messaggio universale che va dritto al cuore e che Yoko Ono moglie di Lennon, sintetizzò cosi’:

“Siamo tutti un solo mondo, un solo paese, un solo popolo”

Dedicato a tutte le vittime della guerra e del terrorismo.

 

«Siamo cattivi… Siamo fatti così!» 

 

Il prossimo 18 agosto arriverà nelle sale italiane “Suicide Squad” un film scritto e diretto da David Ayer, basato sulle gesta di un folto gruppo di supercattivi appartenenti all’universo dei fumetti DC Comics.

L’atteso cinecomic è interpretato da un cast corale che comprende Will Smith, Jared Leto, Margot Robbie, Joel Kinnaman, Viola Davis, Jai Courtney, Jay Hernandez, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Ike Barinholtz, Scott Eastwood e Cara Delevingne, ed è la terza pellicola del DC Extended Universe.

Un estate che sarà infiammata da una adrenalinica squadra di squinternati criminali, i più spietati e pericolosi del mondo, reclutati  e messi insieme da un ente governativo segreto, chiamati a sconfiggere una misteriosa ed enigmatica entità, in cambio di un generoso atto di clemenza per le loro pene detentive.

In attesa del film, qui il nuovo trailer.

 

Camaleonti

Nell’universo cinematografico ci sono attori e attrici che cambiano stile e volto con estrema duttilità a seconda dei ruoli che devono interpretare.

Non basterebbero fiumi di parole per descrivere ed elencare quanti di loro, si siano mimetizzati al cospetto di copioni e registi, facendosi plasmare a tal punto da essere quasi irriconoscibili.

Personalmente ho deciso di scegliere il grande Robert De Niro, il versatile Johnny Depp e l’astro nascente Jared Leto, per descrivere  attraverso una galleria di immagini, quanto sia grande ed unico l’eclettismo con cui questi tre attori, hanno costruito una straordinaria e brillante carriera.

Bye, bye!

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